{"id":498,"date":"2016-03-02T09:50:20","date_gmt":"2016-03-02T08:50:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.simonefornara.com\/?p=498"},"modified":"2017-03-08T09:56:03","modified_gmt":"2017-03-08T08:56:03","slug":"la-battaglia-navale-della-punteggiatura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.simonefornara.com\/?p=498","title":{"rendered":"La battaglia navale della punteggiatura"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-501\" src=\"https:\/\/www.simonefornara.com\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/punteggiatura-300x287.jpg\" alt=\"punteggiatura\" width=\"300\" height=\"287\" srcset=\"https:\/\/www.simonefornara.com\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/punteggiatura-300x287.jpg 300w, https:\/\/www.simonefornara.com\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/punteggiatura.jpg 505w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>In pi\u00f9 occasioni mi \u00e8 capitato di mettere in discussione la reale utilit\u00e0 di uno degli esercizi pi\u00f9 sfruttati per l\u2019insegnamento della punteggiatura: l\u2019inserimento dei segni in un testo che ne \u00e8 privo. Gli schedari per la scuola primaria in commercio ne sono pieni, tanto che spesso diventa il fulcro attorno al quale ruota la didattica dell\u2019interpunzione. Questo tipo di esercizio, per\u00f2, pi\u00f9 che insegnare, permette di verificare le competenze dell\u2019allievo e di monitorarne l\u2019evoluzione, ma anche in ci\u00f2 ha dei limiti: la reale competenza d\u2019uso si vede infatti solo nella composizione (pi\u00f9 o meno libera) di un testo, e non nello svolgimento di esercizi. Per questo motivo, ad esempio nel mio libro <a href=\"http:\/\/www.carocci.it\/index.php?option=com_carocci&amp;task=schedalibro&amp;Itemid=72&amp;isbn=9788874666492\" target=\"_blank\"><em>Alla scoperta della punteggiatura. Proposte didattiche per riflettere sul testo <\/em>(Roma, Carocci, 2012)<\/a>, ne ho proposto un uso parco, avanzando nel contempo l\u2019idea che, per essere pi\u00f9 utile, andrebbe collegato al discorso sulle tipologie testuali, chiedendo agli allievi di inserire i segni in testi appartenenti in modo chiaro a una di esse: in questo modo, l\u2019allievo capisce che a una tipologia testuale precisa corrisponde un uso pi\u00f9 o meno vincolato dei segni di punteggiatura. Ad esempio, in un testo regolativo (una ricetta o le istruzioni di un gioco), la posizione dei segni diventa quasi obbligata, mentre in un testo narrativo \u00e8 un po\u2019 pi\u00f9 libera. In questo modo \u00e8 possibile rivitalizzare un esercizio un po\u2019 vetusto, rendendolo pi\u00f9 coerente con i contenuti dei programmi di studio odierni e con i principi che regolano (e che dovrebbero guidare) la didattica dell\u2019italiano del terzo millennio.<\/p>\n<p>Per questo, mi ha fatto enormemente piacere ricevere la lettera di una maestra di scuola primaria, <strong>Raffaella del Bono<\/strong>, dell\u2019Istituto Comprensivo M.K. Gandhi di Pontedera (PI), che ha avuto la gentilezza di condividere con me un proposta didattica sulla punteggiatura ispirata a quelle mie pagine e che lei, con grande creativit\u00e0 e passione, ha rielaborato per i suoi allievi. Si tratta di un\u2019affascinante battaglia navale interpuntiva.<\/p>\n<p>Il gioco, che si svolge a coppie (o in due squadre), \u00e8 molto semplice: si gioca come la battaglia navale classica, solo che invece di colpire e affondare le navi, bisogna indovinare dove sono posizionati e quali sono i segni di punteggiatura all\u2019interno di un testo.<\/p>\n<p>La maestra Raffaella ha avuto anche la pazienza di rispondere ad alcune mie domande: le sue parole permettono di capire meglio lo spirito che anima questa e altre iniziative simili.<\/p>\n<p><em>Come \u00e8 nata l\u2019idea di una battaglia navale della punteggiatura?<\/em><\/p>\n<blockquote><p>Io lavoro in una scuola che fa parte della rete delle scuole \u201cSenza Zaino\u201d. Il \u201c<a href=\"http:\/\/www.senzazaino.it\/visione\/un-idea-di-senza-zaino\" target=\"_blank\">Senza Zaino<\/a>\u201d \u00e8 un modello che si sta diffondendo da una decina d\u2019anni in molti Istituti (credo che siano circa un centinaio in Italia). Partito dalla Toscana, e precisamente da Lucca, dove il dirigente scolastico Marco Orsi lo ha elaborato, si sta diffondendo in varie regioni. Gli aspetti che caratterizzano questo modello di scuola sono molteplici: l\u2019eliminazione dello zaino \u00e8 solo il pi\u00f9 eclatante. Tra le molte caratteristiche del modello vi \u00e8 la valorizzazione del lavoro differenziato per favorire l\u2019autonomia degli alunni. In pratica ci sono momenti, durante la settimana, in cui la classe non segue un\u2019attivit\u00e0 uguale per tutti, ma i ragazzi lavorano su attivit\u00e0 differenti, in autonomia. Per questo gli insegnanti predispongono degli strumenti di lavoro che permettano tali attivit\u00e0 e il controllo autonomo dell\u2019errore. Tutti noi siamo quindi impegnati nell\u2019elaborazione di strumenti di lavoro sempre nuovi. Caratteristica di questi strumenti \u00e8 generalmente quella di essere motivanti e accattivanti. Ci sono scuole dove sono state istituite delle \u201cFabbriche di strumenti\u201d che gli insegnanti della rete possono visitare e a cui possono ispirarsi per creare il proprio materiale. Non ho mai trovato per\u00f2 nulla che riguardasse la punteggiatura e cos\u00ec qualche giorno fa mi sono messa a pensare a cosa avrei potuto realizzare. Sull\u2019onda di alcuni strumenti che avevo appena realizzato (Gioco dell\u2019oca di verbi e aggettivi, Memory dell\u2019Indicativo), ho pensato a un altro gioco \u201cclassico\u201d per bambini, la Battaglia Navale. Il gioco doveva permettere un lavoro in coppia e consentire il controllo autonomo dell\u2019errore. La Battaglia Navale \u00e8 ovviamente pensata come un momento di esercitazione successivo al percorso collettivo di riflessione sulla punteggiatura.<\/p>\n<p>Quello che vorrei sottolineare \u00e8 che le idee per una didattica innovativa non nascono da sole, sono spesso frutto di ambienti \u00a0stimolanti e all\u2019avanguardia.<\/p><\/blockquote>\n<p><em>Quali sono le reazioni degli allievi di fronte a queste attivit\u00e0?<\/em><\/p>\n<blockquote><p>In generale le reazioni a questi stimoli sono sempre molto positive. I bambini sono sempre entusiasti di utilizzare strumenti che rendano la didattica pi\u00f9 interessante e meno monotona.<\/p><\/blockquote>\n<p><em>E in termini di apprendimento, che cosa si pu\u00f2 dire di attivit\u00e0 come queste? Dalla sua esperienza, ha ricavato che servono davvero a qualcosa?<\/em><\/p>\n<blockquote><p>S\u00ec, sono convinta che servano davvero. Vengo da un\u2019esperienza molto lunga nella scuola dell\u2019Infanzia. L\u00ec \u00e8 pratica comune inserire il gioco, libero o guidato, nella didattica. Il gioco, da sempre, sia in contesti formali che informali, permette l\u2019acquisizione di numerosi apprendimenti. Nella scuola primaria non \u00e8 sempre facile proporre la pratica ludica nella didattica, ma quando \u00e8 possibile i bambini sono sicuramente molto pi\u00f9 motivati. La motivazione \u00e8 un grosso motore per imparare.<\/p><\/blockquote>\n<p>Un grande grazie, dunque, alla maestra Raffaella: \u00e8 per merito di persone appassionate come lei che le nuove generazioni possono disporre di occasioni di apprendimento stimolanti e rispettose delle loro straordinarie (e troppo spesso trascurate) capacit\u00e0.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.simonefornara.com\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Battaglia_navale_punteggiatura.zip\" target=\"_blank\">Cliccare qui per scaricare le istruzioni e tutti i materiali didattici della <strong>Battaglia navale della punteggiatura<\/strong><\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In pi\u00f9 occasioni mi \u00e8 capitato di mettere in discussione la reale utilit\u00e0 di uno degli esercizi pi\u00f9 sfruttati per l\u2019insegnamento della punteggiatura: l\u2019inserimento dei segni in un testo che ne \u00e8 privo. 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