{"id":482,"date":"2016-01-09T15:28:14","date_gmt":"2016-01-09T14:28:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.simonefornara.com\/?p=482"},"modified":"2016-01-09T15:31:54","modified_gmt":"2016-01-09T14:31:54","slug":"dettato-si-o-dettato-no","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.simonefornara.com\/?p=482","title":{"rendered":"Dettato s\u00ec o dettato no?"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-483\" src=\"https:\/\/www.simonefornara.com\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/IMG_3461-195x300.jpg\" alt=\"IMG_3461\" width=\"195\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.simonefornara.com\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/IMG_3461-195x300.jpg 195w, https:\/\/www.simonefornara.com\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/IMG_3461-768x1179.jpg 768w, https:\/\/www.simonefornara.com\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/IMG_3461-667x1024.jpg 667w, https:\/\/www.simonefornara.com\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/IMG_3461-600x921.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 195px) 100vw, 195px\" \/>Il dettato \u00e8 una delle pratiche didattiche pi\u00f9 resistenti nella scuola primaria di lingua italiana. Oggi, come ieri, la maggior parte dei docenti detta; \u00e8 un dato di fatto. Ma i pareri circa l&#8217;utilit\u00e0 del dettato sono anche molto discordanti. E a volte manca una vera consapevolezza riguardo al suo utilizzo.<\/p>\n<p>Gi\u00e0, a che cosa serve il dettato? Molti pensano che serva a imparare a scrivere; molti altri a imparare l&#8217;ortografia; qualcuno pensa che non serva a niente di tutto ci\u00f2, e che in fin dei conti sia soltanto una tortura alla quale vengono sottoposti milioni di bambini, senza possibilit\u00e0 di scampo.<\/p>\n<p>E allora, di fronte a questi dubbi, a questi pareri discordanti, la cosa migliore da fare \u00e8 mettersi a studiare vizi e virt\u00f9 di questa pratica didattica in modo rigoroso e scientifico, per sgombrare il campo da equivoci e luoghi comuni. Come ha fatto Elisa Farina, insegnante di sostegno nella Scuola primaria che ha conseguito il dottorato in Scienze della Formazione e della Comunicazione presso l&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Milano-Bicocca, ateneo presso il quale collabora. I risultati della sua lunga ricerca sono illustrati nel volume <a href=\"http:\/\/www.francoangeli.it\/ricerca\/Scheda_libro.aspx?CodiceLibro=317.2.1\" target=\"_blank\"><em>Il dettato nella scuola primaria<\/em><em>. Analisi di una pratica di insegnamento<\/em>, edito dalla FrancoAngeli nel 2014<\/a>. Una lettura obbligata per ogni docente di scuola primaria.<\/p>\n<p>Che cosa ci dice Elisa Farina, nel suo lavoro? Tante e utili cose, a partire da ci\u00f2 che avviene in classe quando si detta: ad esempio, che cosa fanno i bambini, che cosa fanno i docenti, in che modo dettano, in che modo danno &#8220;istruzioni&#8221; (consapevolmente o inconsapevolmente) agli allievi, e quali effetti hanno queste istruzioni sui bambini stessi. E, di conseguenza, ci dice quali regolazioni andrebbero messe in pratica perch\u00e9 il dettato serva davvero a qualcosa.<\/p>\n<p>La mia opinione \u00e8 sostanzialmente in linea con quella di Elisa Farina, soprattutto quando chiarisce che, per essere efficace, il dettato non dovrebbe essere inteso e praticato solo in senso tradizionale, ma in una molteplicit\u00e0 di varianti (molte delle quali descritte nelle pagine del suo libro) molto pi\u00f9 coinvolgenti e cariche di senso rispetto alla sola che molti conoscono. Qualche esempio? Dettare brani estratti dai libri di lettura, dettare un riassunto delle cose apprese alla fine della lezione, dettare all&#8217;adulto (invertendo i ruoli), dettare (perch\u00e9 no?) la lista delle cose da fare, o della spesa, o le regole di un gioco, o gli ingredienti di una ricetta, dettare di corsa, dettare i compiti, dettare domande da trasformare in affermazioni, e tanto altro ancora&#8230;<\/p>\n<p>E sono allineato con lei ancor pi\u00f9 quando scrive che l&#8217;insegnamento dell&#8217;ortografia pu\u00f2 trovare la sua piena e migliore realizzazione quando \u00e8 inserito nel pi\u00f9 vasto tema dell&#8217;apprendimento della lingua scritta, e in particolare nella fase cruciale della revisione del testo, che da sempre \u00e8 uno dei processi della scrittura pi\u00f9 trascurati a scuola, e che invece andrebbe collocato ai primissimi posti delle preoccupazioni dei docenti.<\/p>\n<p>Per saperne di pi\u00f9, ovviamente, non posso che rinviare alla lettura dell&#8217;ottimo libro, concludendo che, a mio parere, il dettato ha ancora ragion d&#8217;essere nella scuola primaria del terzo millennio, a patto che sia usato in modo consapevole e in forme e modalit\u00e0 diverse da quella tradizionale, il cui ricorso andrebbe limitato a non troppo insistenti momenti di verifica (sempre che non si detti sillabando o comunque con intonazioni che suggeriscano ai bambini i luoghi di difficolt\u00e0).<\/p>\n<p>In questo modo, il dettato pu\u00f2 diventare un prezioso alleato per l&#8217;apprendimento, liberandosi dalla zavorra che si porta dietro da decenni: quella che lo associa al terrore per l&#8217;errore commesso. I bambini che imparano a scrivere devono sapere che si pu\u00f2 (e si deve anche) sbagliare, perch\u00e9 solo sbagliando si diventa consapevoli delle mille sfaccettature di questa complicata lingua italiana. In fondo, \u00e8 ci\u00f2 che ci ha insegnato Gianni Rodari, con la sua teoria dell&#8217;errore creativo: l&#8217;errore pu\u00f2 essere bello (come la torre di Pisa!).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il dettato \u00e8 una delle pratiche didattiche pi\u00f9 resistenti nella scuola primaria di lingua italiana. Oggi, come ieri, la maggior parte dei docenti detta; \u00e8 un dato di fatto. Ma i pareri circa l&#8217;utilit\u00e0 del dettato sono anche molto discordanti. E a volte manca una vera consapevolezza riguardo al suo utilizzo. 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