{"id":237,"date":"2015-06-29T11:12:04","date_gmt":"2015-06-29T10:12:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.simonefornara.com\/?p=237"},"modified":"2016-07-07T14:16:32","modified_gmt":"2016-07-07T13:16:32","slug":"nessuno-tocchi-guizzino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.simonefornara.com\/?p=237","title":{"rendered":"Nessuno tocchi Guizzino"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-242\" src=\"https:\/\/www.simonefornara.com\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/guizzino1-260x300.jpg\" alt=\"guizzino\" width=\"260\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.simonefornara.com\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/guizzino1-260x300.jpg 260w, https:\/\/www.simonefornara.com\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/guizzino1.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 260px) 100vw, 260px\" \/>Mercoled\u00ec 24 giugno 2015, una circolare del neo sindaco del Comune di Venezia, Luigi Brugnaro, ordina alle scuole \u00abdi voler raccogliere i libri \u201cgender\u201d, genitore 1 e genitore 2, consegnati durante l\u2019anno scolastico e prepararli al fine del ritiro che avverr\u00e0 al pi\u00f9 presto da parte di un incaricato\u00bb. Si tratta di tutti quei libri per bambini che toccano il tema della diversit\u00e0, e in particolare della diversit\u00e0 di genere (ma per capire meglio che cosa si cela dietro questa fantomatica etichetta di \u201cgender\u201d, genitore 1 e genitore 2, si legga <a href=\"http:\/\/www.internazionale.it\/opinione\/chiara-lalli\/2015\/06\/26\/gender-libri-scuola\" target=\"_blank\">questo breve articolo di Chiara Lalli <\/a>). Cos\u00ec facendo, Brugnaro annulla il progetto avviato dalla giunta precedente Orsoni attraverso l\u2019allora delegata ai Diritti civili e alla lotta per le discriminazioni, Camilla Seibezzi, che aveva portato all\u2019inizio del 2014 all\u2019acquisto di oltre mille libri destinati alle scuole materne e d\u2019infanzia del territorio di Venezia (dieci titoli per i nidi, trentanove per le scuola dell\u2019infanzia: <a href=\"http:\/\/www.scosse.org\/leggere-senza-stereotipi\/\" target=\"_blank\">si veda qui la descrizione del progetto <em>Leggere senza stereotipi<\/em><\/a>: \u00abun progetto di SCOSSE per creare un archivio bibliografico che proponga visioni dei generi sessuali, e dei relativi ruoli, libere da stereotipi (nelle attivit\u00e0 quotidiane, nelle relazioni, in famiglia e nella societ\u00e0)\u00bb), per una spesa di circa diecimila euro. La motivazione addotta da Brugnaro, secondo quanto riportano diversi quotidiani, \u00e8 questa: \u00absono temi che non devono riguardare i bambini, materie da lasciare ai loro genitori, nella piena libert\u00e0 di scelte degli adulti\u00bb.<\/p>\n<p>La decisione del sindaco crea immediatamente reazioni forti e contrastanti: dagli elettori della nuova giunta si solleva una salva di applausi, mentre da chi si occupa di educazione e formazione un po\u2019 meno; anzi, si solleva una nube nera di preoccupazione. Sul primo fronte, i commenti che si leggono su alcuni forum di discussione assumono toni trionfalistici. Eccone qualche esempio (ovviamente tutti nascosti da impenetrabili nickname): \u00abFINALMENTE UN SINDACO, IL SIGNOR LUIGI BRUGNARO, CHE A VENEZIA SI OCCUPA ATTIVAMENTE DELL&#8217;EDUCAZIONE DEI NOSTRI FIGLI\u00bb; \u00abBRAVISSIMO. A CASA LORO LIBERI DI INSEGNARE QUELLO CHE VOGLIONO MA NELLE SCUOLE PER IL RISPETTO DEI BAMBINI DI TUTTI NON SI DEVE INSEGNARE QUELLO CHE UNA MINORANZA VUOLE FAR DIVENTARE MAGGIORANZA CHE NON ESISTE\u00bb; qualcuno ha persino un sussulto di roboante retorica: \u00abUn raggio di luce nella fetida nebbia che circonda la nostra societ\u00e0, devastata dalle sporche ideologie di sinistra\u00bb.<\/p>\n<p>Dietro questi e altri commenti, bisogna indagare un po\u2019, dunque facciamolo: tra chi per lo meno non si nasconde dietro nickname, una signora dalla punteggiatura incerta scrive \u00abComplimenti al sindaco speriamo che lo seguano in tanti\u00bb, considerazione che si espone al commento di un\u2019altra utente del blog: \u00abMa li conoscete questi libri? C&#8217;\u00e8 da morir dal ridere\u00bb. Infatti. O dal piangere, a ben guardare. Gi\u00e0, perch\u00e9 una delle cose che pi\u00f9 agghiaccia di tutta le vicenda \u00e8 proprio l\u2019ennesima prova dell\u2019ottuso ossequio del popolo di Internet cha approva beceramente senza conoscere ci\u00f2 di cui si sta parlando. O approva semplicemente per partito (politico) preso: tutto ci\u00f2 che arriva dall\u2019altra sponda (politica) \u00e8 materia escrementizia, e dunque \u00e8 giusto sputarci sopra. A prescindere.<\/p>\n<p>Un\u2019approvazione cieca e ottusa, totalmente a-critica, che mi fa tornare alla mente <a href=\"http:\/\/video.repubblica.it\/tecno-e-scienze\/umberto-eco-e-i-social-danno-diritto-di-parola-a-legioni-di-imbecilli\/203952\/203032\" target=\"_blank\">le recenti parole di Umberto Eco<\/a>, secondo il quale la rete e i social network danno \u201cil diritto di parola a legioni di imbecilli, i quali prima parlavano solo al bar, dopo due o tre bicchieri di rosso e quindi non danneggiavano la societ\u00e0\u201d. Ammorbidendo un po\u2019 i toni, potremmo dire di <em>ignoranti<\/em>, nel senso etimologico della parola (<em>ignorante <\/em>\u00e8 \u2018colui che ignora, che non sa\u2019), dunque senza offese sulla presunta menomazione intellettiva delle legioni citate da Eco. Semplicemente, persone che non sanno. Non sanno di che libri si sta parlando. E la colpa \u00e8 anche della stampa (online come di carta), che, gi\u00e0 nel 2014, ai tempi dell\u2019iniziativa promossa dalla giunta Orsoni (e di nuovo oggi), aveva sintetizzato il contenuto della lista con titoli come \u201cLe fiabe gay entrano a scuola\u201d. Sintesi scorretta da almeno due punti di vista: i libri inseriti nella lista (<a href=\"https:\/\/www.simonefornara.com\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/lista_libri_proibiti.jpg\" target=\"_blank\">che potete consultare qui<\/a>) non sono fiabe (ma albi illustrati \u201cmoderni\u201d) e, tra i quarantanove titoli presenti, solo una minoranza (quattro o cinque) trattano effettivamente, in modo pi\u00f9 o meno implicito, temi che toccano la sfera dell\u2019omosessualit\u00e0.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.simonefornara.com\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/lista_libri_proibiti.jpg\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-240 size-medium\" src=\"https:\/\/www.simonefornara.com\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/lista_libri_proibiti-277x300.jpg\" alt=\"lista_libri_proibiti\" width=\"277\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.simonefornara.com\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/lista_libri_proibiti-277x300.jpg 277w, https:\/\/www.simonefornara.com\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/lista_libri_proibiti-600x651.jpg 600w, https:\/\/www.simonefornara.com\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/lista_libri_proibiti.jpg 843w\" sizes=\"(max-width: 277px) 100vw, 277px\" \/><\/a>Dir\u00f2 di pi\u00f9: chi si intende di letteratura per l\u2019infanzia, e nella fattispecie di albi illustrati, sa bene che catalogare tutti questi titoli come \u201cfiabe gay\u201d non soltanto \u00e8 una forzatura, ma, a ben guardare, una colossale falsit\u00e0 (imbecillit\u00e0, direbbe Eco): tra i quarantanove titoli della lista troviamo alcuni classici di questo genere narrativo, come <a href=\"https:\/\/www.simonefornara.com\/?p=109\" target=\"_blank\"><em>Piccolo blu e piccolo giallo <\/em>di Leo Lionni<\/a> (scritto nel 1959!): provate a leggerlo ai bambini e vedrete se non parleranno di una storia che celebra il valore dell\u2019amicizia (e non certo di famiglie \u201cdiverse\u201d o di omosessualit\u00e0); o come <em>Dov\u2019\u00e8 la mia mamma <\/em>di Julia Donaldson, la storia di una scimmietta che non trova pi\u00f9 la sua mamma e la cerca in lungo e in largo per tutta la giungla, per poi ritrovarla dopo un passaggio tra le braccia del pap\u00e0 (racconto \u201cgender\u201d? ma non \u00e8, in fondo, la stessa storia raccontata da Edmondo De Amicis in <em>Cuore<\/em>, nell\u2019episodio <em>Dagli Appennini alle Ande?<\/em> cio\u00e8 da un libro tra i pi\u00f9 usati nell&#8217;educazione scolastica di stampo tradizionale, e solo di recente uscito un po\u2019 dalle nostre aule?); o come <em>Guizzino<\/em>, ancora di Leo Lionni, la storia di un pesciolino nero che, dopo essersi salvato dall\u2019attacco di un grande pesce che si porta via tutti i suoi simili rossi, raggiunge un\u2019altra comunit\u00e0 di pesciolini rossi e insegna loro a nuotare tutti insieme, disponendosi a forma di enorme pesce, per potersi salvare dagli attacchi dei tonni (anche qui chiedete ai bambini: vi diranno una morale del tipo \u201cl\u2019unione fa la forza\u201d; ma probabilmente la storia d\u00e0 fastidio a qualche adulto per il colore rosso dei pesci \u201ccomunisti\u201d, giacch\u00e9 di cenni \u201cgender\u201d non se ne vede manco l\u2019ombra).<\/p>\n<p>E l\u2019elenco di esempi potrebbe continuare (davvero, non scherzo: per ogni titolo si potrebbe fare un discorso simile), ma penso che anche questi pochi siano sufficienti a dimostrare che di lista di \u201cfavole gay\u201d non si pu\u00f2 proprio parlare. E dovrebbero anche dimostrare che la decisione di privare le scuole di questi libri \u00e8 un atto da regime totalitario, da censura, da indice dei libri proibiti; dunque un reato contro la libert\u00e0 di espressione e di pensiero, perpetrato da chi con ogni probabilit\u00e0 non ha mai aperto questi libri n\u00e9 sentito i bambini discutere in modo critico (nel senso di \u201ccostruttivo\u201d e consapevole) dopo aver ascoltato o letto uno di questi albi. E i genitori la smettano di annuire meccanicamente senza sapere di che cosa si sta parlando!<\/p>\n<p>Qualche considerazione conclusiva, a partire da una domanda: che cosa succede togliendo questi libri dalle scuole? Succede che i bambini perderanno un\u2019occasione di vera educazione; perderanno la ghiotta opportunit\u00e0 di confrontarsi con temi e storie che innescano la riflessione, portando le loro giovani menti non verso l\u2019omologazione culturale, ma verso la consapevolezza. In questo caso, anche verso la consapevolezza della diversit\u00e0; ma, badate bene, della diversit\u00e0 in senso lato: non solo di gender, ma di abilit\u00e0 fisiche, di gusti e preferenze personali, di naturali inclinazioni verso una o l\u2019altra passione, di comportamento, di colore della pelle e tanto altro ancora. Decisioni come queste sono tipiche di epoche in cui chi governa mira non tanto a costruire teste che pensano da sole, ma teste che annuiscono senza pensare, accettando il pensiero dominante e fuggendo da ogni \u201cdeviazione\u201d. Decisioni come queste ignorano che i bambini nascono scevri dai pregiudizi derivanti dagli stereotipi e dai luoghi comuni; pregiudizi che vengono invece imposti dalla societ\u00e0, sin dai primi anni di vita. Un bambino che a casa sente frasi del tipo \u201ci gay sono malati\u201d (di solito, per la verit\u00e0, espressa con parole forti come \u201cfinocchi\u201d o \u201cfroci\u201d o altre simili) \u00e8 un bambino destinato a ripetere da grande le stesse cose (cos\u00ec come ripeter\u00e0 analoghi pre-giudizi sugli immigrati, per citare un tema assai attuale). Prima, per\u00f2, \u00e8 un bambino destinato a ghettizzare un suo coetaneo che gli adulti vorrebbero etichettare come appartenente a quella fumosa categoria del \u201cdiverso\u201d, ignorando che le classi degli asili e delle scuole non sono pi\u00f9 quelle di qualche decennio fa: tra i nostri allievi, giusto per fare qualche esempio, ci sono figli di genitori divorziati, di genitori single, di genitori che li hanno adottati, figli di immigrati che non credono nello stesso Dio dei cattolici ecc. Imponendo l\u2019uso di sole storie in linea con la \u201ctradizione\u201d (faccio fatica a capire quali sono: forse quelle che si usavano un secolo fa, quelle che insegnavano con toni moralistici che a comportarsi in modo \u201cdivergente\u201d si finiva molto male?), non si fa altro che inoculare nel cuore dei giovani la convinzione ottusa che il nemico \u00e8 chi non \u00e8 come noi, costruendo dunque l&#8217;avversione per il &#8220;diverso&#8221; (e, forse, la categoria stessa della &#8220;diversit\u00e0&#8221;); e di qui agli estremismi il passo \u00e8 ahim\u00e8 breve.<\/p>\n<p>Certo, alcuni vogliono proprio che succeda cos\u00ec. Ma non la chiamino, per favore, \u201ceducazione\u201d; e non dicano che la scuola deve lasciare fare alle famiglie: la pi\u00f9 importante delle istituzioni (e, purtroppo, considerando che cosa succede in Italia, la pi\u00f9 bistrattata fra tutte, anche dalla politica) non pu\u00f2 venire meno al dovere di educare e di dare la possibilit\u00e0 ai bambini di elaborare un proprio pensiero. Nel migliore dei casi, demandare\u00a0alle famiglie il compito di affrontare temi delicati potrebbe funzionare nei nuclei familiari dove la discussione critica \u00e8 di casa, dove i libri non sono solo un arredo (o una mancanza); ma oggi le famiglie che rispondono a queste caratteristiche sono esse stesse un\u2019eccezione, una \u201cdiversit\u00e0\u201d nel mucchio. Dunque ben vengano i libri portati dalla scuola, scelti con attenzione da esperti e proposti con discernimento da docenti che sanno fare il loro mestiere e che conoscono gli allievi che hanno di fronte.<\/p>\n<p>Concludo questo lungo intervento con una proposta, peraltro gi\u00e0 avanzata da qualcuno sui social network o in rete: dal momento che la lista dei libri messi all\u2019indice \u00e8 indubbiamente di grande valore, la si pu\u00f2 prendere come una ricca lista della spesa. Ma non chiamatela lista di favole gay, per favore. Comprateli, questi libri, o almeno andate in libreria o in biblioteca a sfogliarli. Giusto per capire di che cosa si sta parlando, se non li conoscete. Oppure, se siete educatori, leggeteli pubblicamente. Contro il silenzio, contro l\u2019ignoranza, contro le teste che annuiscono senza sapere. Perch\u00e9 di Guizzino non si pu\u00f2 e non si deve avere paura.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mercoled\u00ec 24 giugno 2015, una circolare del neo sindaco del Comune di Venezia, Luigi Brugnaro, ordina alle scuole \u00abdi voler raccogliere i libri \u201cgender\u201d, genitore 1 e genitore 2, consegnati durante l\u2019anno scolastico e prepararli al fine del ritiro che avverr\u00e0 al pi\u00f9 presto da parte di un incaricato\u00bb. 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