{"id":208,"date":"2015-05-21T22:40:13","date_gmt":"2015-05-21T21:40:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.simonefornara.com\/?p=208"},"modified":"2015-05-21T22:40:13","modified_gmt":"2015-05-21T21:40:13","slug":"i-libri-e-i-non-libri-di-bruno-munari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.simonefornara.com\/?p=208","title":{"rendered":"I libri e i non-libri di Bruno Munari"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-209\" src=\"https:\/\/www.simonefornara.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/munari_prelibri-300x201.jpg\" alt=\"munari_prelibri\" width=\"300\" height=\"201\" srcset=\"https:\/\/www.simonefornara.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/munari_prelibri-300x201.jpg 300w, https:\/\/www.simonefornara.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/munari_prelibri.jpg 591w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Bruno_Munari\" target=\"_blank\">Bruno Munari <\/a>(Milano 1907-1998) \u00e8 conosciuto soprattutto come artista e designer, uno dei pi\u00f9 noti e innovativi nella storia del design italiano (e non solo). La sua produzione artistica ed editoriale \u00e8 davvero sterminata e comprende anche numerosi libri rivolti ai bambini, nella quasi totalit\u00e0 dei casi \u201cfuori dagli schemi\u201d. Solo pochi di essi, infatti, presentano storie per cos\u00ec dire tradizionali. Li possiamo leggere grazie alle <a href=\"http:\/\/www.corraini.com\/it\/autori\/scheda\/125\/Bruno-Munari\" target=\"_blank\">Edizioni Corraini di Modena<\/a>, che continua a stamparli e ristamparli, con una sempre meritevole attenzione alla qualit\u00e0 del prodotto editoriale.<\/p>\n<p>Alcuni esempi saranno sufficienti per solleticare la curiosit\u00e0 di un docente che voglia proporre stimoli nuovi e molto creativi ai propri allievi. Ad esempio, Munari era solito sperimentare con i materiali, per rendere il libro un\u2019esperienza tattile, prima ancora che di lettura, al fine ultimo di avvicinare i bambini pi\u00f9 piccoli al fascino del libro come oggetto da toccare, manipolare e \u2013 perch\u00e9 no? \u2013 annusare. Rientrano in questo filone delle sue sperimentazioni artistiche i libri illeggibili (<em>Libro illeggibile MN 1<\/em>, Modena, Corraini, 2009, prima ed. 1984) o i pre-libri (<em>I prelibri,<\/em> Modena, Corraini, 2011 , prima ed. 1980), oggetti che hanno solo la forma del libro, ma che sono costruiti per lo pi\u00f9 facendo a meno della parola scritta e ricorrendo solo a materiali diversi per assemblare le pagine (cartoncini, carta velina, legno, stoffa ecc.). Oggetti adatti anche ai pi\u00f9 piccoli, che non mancheranno di stupirsi e di meravigliarsi, toccando le pagine e \u201cstudiando\u201d la fisicit\u00e0 del libro.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-210\" src=\"https:\/\/www.simonefornara.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/munari_nebbia-300x300.jpg\" alt=\"munari_nebbia\" width=\"214\" height=\"214\" srcset=\"https:\/\/www.simonefornara.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/munari_nebbia-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.simonefornara.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/munari_nebbia-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.simonefornara.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/munari_nebbia-600x600.jpg 600w, https:\/\/www.simonefornara.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/munari_nebbia.jpg 900w\" sizes=\"(max-width: 214px) 100vw, 214px\" \/>Ma anche i libri pi\u00f9 tradizionali di Munari non rinunciano al gioco di colori, spessori e trasparenze, che si alternano alla parola scritta per costituire delle vere e proprie opere d\u2019arte, da guardare e toccare, oltre che da leggere. \u00e8 il caso di <em>Nella nebbia di Milano <\/em>(Modena, Corraini, 2010, prima ed. 1968), in cui il lettore-spettatore \u00e8 portato a percorrere la citt\u00e0 scoprendone i particolari attraverso un viaggio tra pagine semitrasparenti, che rendono alla perfezione l\u2019indefinitezza nella quale la nebbia nasconde le cose. E tra queste semitrasparenze e semiopacit\u00e0, figure, colori e contorni emergono pian piano, fino a scoprire un circo e a svelare la vita che scorre al suo interno, per poi far ripiombare nell\u2019indefinitezza della nebbia, quando si torna all\u2019esterno. O \u00e8 il caso di <em>Nella notte buia <\/em>(Modena, Corraini, 2009, prima ed. 1959), un libro stampato con inchiostro blu scuro su carta nera, a rendere l\u2019oscurit\u00e0 e la paura della notte, nel quale il lettore, seguendo il lumicino giallo di una lucciola, giunge a scoprire la freschezza del nuovo giorno, svelata anch\u2019essa da pagine semitrasparenti; per poi inoltrarsi nelle profondit\u00e0 di una grotta, nella quale scorre un fiume sotterraneo; per infine emergere al calare di una nuova notte, sempre con la presenza luminosa delle lucciole a segnare la via. Libri per stupire, appunto. Per meravigliarsi, pur nell\u2019assenza totale di una vera narrazione (giusto che il docente lo sappia: non sono libri che servono per imparare la grammatica delle storie, ma per stimolare curiosit\u00e0 e fantasia, per favorire l\u2019adozione di uno sguardo diverso sul mondo e sulle cose).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-211\" src=\"https:\/\/www.simonefornara.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/munari_capp_verde-300x300.jpg\" alt=\"munari_capp_verde\" width=\"218\" height=\"218\" srcset=\"https:\/\/www.simonefornara.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/munari_capp_verde-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.simonefornara.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/munari_capp_verde-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.simonefornara.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/munari_capp_verde-600x600.jpg 600w, https:\/\/www.simonefornara.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/munari_capp_verde.jpg 900w\" sizes=\"(max-width: 218px) 100vw, 218px\" \/>Vi sono, poi, altre prove di Munari che coniugano l\u2019aspetto sperimentale con la narrazione vera e propria. Per concludere questa rapida e, per forza di cose, sommaria presentazione, ci soffermeremo infatti sulla trilogia illustrata dei Cappuccetti (se cos\u00ec la possiamo chiamare): <em>Cappucetto Verde <\/em>(Modena, Corraini, 2012, prima ed. 1972), <em>Cappuccetto Giallo <\/em>(Modena, Corraini, 2011, prima ed. 1972), <em>Cappuccetto Bianco <\/em>(Modena, Corraini, 2010, prima ed. 1981). Tre riscritture moderne della fiaba classica per eccellenza che si collocano a tre livelli diversi di lontananza dall\u2019originale, e che sono accomunate dalla centralit\u00e0 dei colori. <em>Cappuccetto Verde<\/em> \u00e8 forse la storia meno \u201cstravolgente\u201d: racconta di una bambina che si inoltra nel bosco e che incontra un lupo vero, ma viene aiutata dalla sua compagna Verdocchia (una rana) e dalle sue amiche (d\u2019altronde il lupo, come un vero lupo, non si avventura fuori dal bosco perch\u00e9 ha paura di essere visto). <em>Cappuccetto Giallo<\/em> sposta l\u2019ambientazione in citt\u00e0, e il lupo assume i tratti inquietanti dell\u2019uomo che vorrebbe portare la bambina a fare un giretto, ma di nuovo l\u2019intervento della natura (i canarini gialli) permette alla bambina di arrivare sana e salva dalla nonna. <em>Cappuccetto Bianco<\/em> \u00e8 invece la pi\u00f9 marcatamente sperimentale delle tre: le pagine sono interamente bianche, con i testi a mo\u2019 di didascalia nella parte bassa, senza illustrazioni. Non si vede nulla, perch\u00e9 tutto \u00e8 coperto da una spessa e bianca coltre di neve. Solo in una pagina si vedono gli occhi di Cappuccetto Bianco, che per\u00f2 spariscono subito. Non si vede neppure il lupo, che d\u2019altronde \u00e8 costretto a mangiare riso in bianco perch\u00e9 ha fatto un\u2019indigestione di nonne. E c\u2019\u00e8 pure Biancaneve&#8230; Insomma, Munari si diverte e fa divertire il lettore, lo provoca, lo coinvolge nelle sue a tratti folli visioni. La trilogia di Cappuccetto offre su un piatto d\u2019argento lo spunto per nuove riscritture, per nuove avventure nella fantasia: le stesse che pervadono tutte le pagine e l\u2019opera di un grande autore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bruno Munari (Milano 1907-1998) \u00e8 conosciuto soprattutto come artista e designer, uno dei pi\u00f9 noti e innovativi nella storia del design italiano (e non solo). 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