{"id":185,"date":"2015-04-29T10:05:40","date_gmt":"2015-04-29T09:05:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.simonefornara.com\/?p=185"},"modified":"2015-06-13T22:00:46","modified_gmt":"2015-06-13T21:00:46","slug":"non-sempre-le-cose-vanno-a-finire-bene","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.simonefornara.com\/?p=185","title":{"rendered":"Non sempre le cose vanno a finire bene"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-186\" src=\"https:\/\/www.simonefornara.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/klassen_cappello1-300x180.jpg\" alt=\"Jon Klassen's This Is Not My Hat\" width=\"300\" height=\"180\" srcset=\"https:\/\/www.simonefornara.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/klassen_cappello1-300x180.jpg 300w, https:\/\/www.simonefornara.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/klassen_cappello1.jpg 460w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Uno degli autori emergenti nel panorama degli albi illustrati \u00e8 sicuramente il giovane canadese <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Jon_Klassen\" target=\"_blank\">Jon Klassen<\/a>, che inizia a essere ben conosciuto tra gli addetti ai lavori, anche in virt\u00f9 di alcuni importanti premi e riconoscimenti che ha ottenuto con i suoi lavori. Senza ombra di dubbio, si tratta di un autore ben fuori dagli schemi: uno che non ha avuto paura di provocare, di sovvertire l\u2019andamento consueto e atteso delle storie per bambini, non solo per il gusto di farlo, ma per suscitare una reazione nel lettore. E c\u2019\u00e8 riuscito benissimo.<\/p>\n<p>Il suo libro al momento pi\u00f9 noto e premiato (ha ottenuto proprio nel 2013 la <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Caldecott_Medal\" target=\"_blank\">Caldecott Medal<\/a>, uno dei pi\u00f9 ambiti premi per gli autori di albi illustrati pubblicati in inglese e negli Stati Uniti) \u00e8 <em>This Is Not My Hat <\/em>(ed. originale 2012), tradotto e pubblicato in italiano dalla ZOOlibri con il titolo <em>Questo non \u00e8 il mio cappello <\/em>(2013).<\/p>\n<p>\u00c8\u00a0una storia del tutto particolare, quella di un pesciolino che ruba il cappello a un pescione, pensando di farla franca andando a rifugiarsi tra le alghe pi\u00f9 fitte. Ma, nella vita, le cose non vanno sempre come si spera e come ci si aspetta: il pesciolino si illude che il pescione non si accorga del furto e che, pur accorgendosi, non perda tempo nella ricerca del piccolo ladro; si illude fidandosi del silenzio di quel piccolo granchio che l\u2019ha visto passare con il cappello rubato; e si illude di essere al sicuro, tra le alghe pi\u00f9 fitte. Gi\u00e0, si illude, perch\u00e9 il pescione l\u2019ha visto e l\u2019ha inseguito e&#8230; il libro si conclude con l\u2019immagine del pesce enorme che torna indietro, con il cappello di nuovo in testa, e con l\u2019ultima inquietante immagine, che mostra le alghe fitte desolate e immobili, senza presenze vive al loro interno. Insomma, anche se non si dice esplicitamente, ci sono tutti gli indizi per supporre che il pesciolino abbia fatto una brutta fine. Un bambino che ascolta la lettura di questo libro non esiter\u00e0 a dirvi che il pesciolino \u201c\u00e8 dentro la pancia del pescione\u201d, statene pur certi! Ed \u00e8 proprio il finale che sconvolge, che sorprende, che non ci si aspetterebbe in un libro per bambini; \u00e8 per\u00f2 \u2013 allo stesso tempo \u2013 il finale che contribuisce in modo decisivo a fare di <em>Questo non \u00e8 il mio cappello<\/em> un grande libro, una grande storia: nella vita, quando si commette qualche azione cattiva si pu\u00f2 anche pagare un caro prezzo; non \u00e8 detto che si venga sempre perdonati, che la si passi liscia e che ci sia redenzione. A volte va a finire male, ecco tutto.<\/p>\n<p>Come per il libro <a href=\"https:\/\/www.simonefornara.com\/?p=171\" target=\"_blank\"><em>Not Now, Bernard<\/em><\/a>, ci troviamo di fronte a una proposta forte, scioccante, che per\u00f2 apre universi didattici e prospettive di straordinario interesse: esattamente come con il libro di McKee, anche con <em>Questo non \u00e8 il mio cappello <\/em>bisogna evitare di lasciare il giovane lettore da solo con la storia: bisogna parlarne, discuterne, capirla, per poi arrivare a riraccontarla o a riscriverla. Qualche esempio? Be\u2019, per la discussione \u00e8 indispensabile lavorare sui personaggi e sui loro comportamenti, per cercare di inquadrarli dal punto di vista morale: chi si \u00e8 comportato peggio? il pesciolino, che ha rubato il cappello ed \u00e8 fuggito? il pescione, che si \u00e8 ripreso il cappello con la forza? o il granchietto, che ha fatto la spia? E poi si pu\u00f2 virare sull\u2019autobiografico (<em>racconta di quella volta in cui ti sei sentito come il pesciolino\/il pescione\/il granchietto<\/em>) e sul riracconto\/riscrittura (<em>immaginiamo che il pescione non abbia mangiato il pesciolino: come pu\u00f2 essersi ripreso il cappello senza ricorrere alla forza?<\/em>). Insomma, gli spunti sono davvero tanti, e tutti stimolanti, come solo una storia \u201cdivergente\u201d pu\u00f2 far sorgere.<\/p>\n<p>Ultima cosa: <em>Questo non \u00e8 il mio cappello<\/em> \u00e8 il secondo libro su animali e cappelli scritto da Jon Klassen: il primo si intitola <em>Voglio il mio cappello! <\/em>(ZOOlibri), ed \u00e8 la storia di un orso al quale \u00e8 stato sottratto indebitamente il proprio cappellino. Forse potete immaginarvi che cosa succede a quel piccolo coniglio che se ne \u00e8 impossessato&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno degli autori emergenti nel panorama degli albi illustrati \u00e8 sicuramente il giovane canadese Jon Klassen, che inizia a essere ben conosciuto tra gli addetti ai lavori, anche in virt\u00f9 di alcuni importanti premi e riconoscimenti che ha ottenuto con i suoi lavori. 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