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Il dio della racchetta. Il tennis di Roger Federer raccontato in nove colpi impossibili

dio_della_racchetta_copRoger Federer è uno dei campioni più grandi e vincenti dello sport moderno. Ancora più che dai risultati della sua straordinaria carriera, la sua grandezza deriva in primo luogo dal suo modo di interpretare il tennis, che rasenta la perfezione stilistica e che si pone in contrasto con i tratti dello sport attuale, ipertatuato, muscolare e rumoroso. Non è un caso che chi ha scritto su di lui abbia spesso accostato i suoi gesti a quelli di un artista, e i suoi colpi a silenziose opere d’arte di fulminante bellezza.

Su questa linea si pone anche il libro di Simone Fornara Il dio della racchetta. Il tennis di Roger Federer raccontato in nove colpi impossibili (Roma, Ultra Sport, 2017), che – ispirandosi alla descrizione che David Foster Wallace diede dei cosiddetti Momenti Federer – racconta il tennis del campione elvetico a partire dall’analisi di nove suoi colpi apparentemente impossibili. È infatti proprio la rigorosa analisi tecnica che permette di spiegare come Federer riesca a creare le condizioni per rendere possibile cio che pare impossibile, plasmando il tempo a suo favore. Ed è sempre l’analisi tecnica che porta l’autore ad argomentare, con costante ironia e in ragionamenti in bilico tra il filosofico e il religioso, tra la letteratura e lo sport, perché non sia così azzardato considerare i movimenti di Federer sul campo come manifestazioni del divino.

Il tutto, senza trascurare gli effetti comici che la visione dei colpi provoca in chi – come l’autore – soffre di una particolare forma della sindrome di Stendhal applicata al tennis: gloglottii, struzzificazioni, barriti e pianti dirotti ne sono i sintomi inconfondibili.

In tutte le librerie da fine luglio 2017!

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Gli albi illustrati e la didattica dell’italiano: un articolo su «Italica Wratislaviensia»

2017_iwGli albi illustrati (e la variante dei silent book, cioè gli albi di sole immagini) sono libri per l’infanzia considerati da molti idonei solo ai bambini in età prescolare o nei primissimi anni di scolarizzazione, e per questo per lo più trascurati a livello di insegnamento negli ordini scolastici successivi. In realtà, le potenzialità didattiche degli albi illustrati, caratterizzati negli esempi più riusciti da un perfetto connubio tra parole e immagini, sono enormi, in particolare per la scuola primaria: per ciò che riguarda la didattica dell’italiano, ad esempio, si rivelano dei supporti straordinari per un’impostazione di tipo progettuale che permetta di integrare l’insegnamento/apprendimento di tutte le abilità linguistiche e della riflessione sulla lingua, cioè dei perni sui quali si reggono i programmi e i piani di studio relativi alla lingua italiana dei paesi e dei contesti italofoni.

L’articolo di Simone Fornara Viaggi di immagini e parole.
La didattica dell’italiano nella scuola primaria con gli albi illustrati e i silent book, pubblicato sul numero 8 (2017) della rivista «Italica Wratislaviensia», si propone di sostanziare questa convinzione attraverso la definizione di una possibile classificazione degli albi illustrati in sei distinte tipologie e la contestuale descrizione di alcuni percorsi didattici sviluppati in scuole primarie del Canton Ticino (Svizzera italiana), incentrati sull’utilizzo di albi illustrati. Puntando sul piacere di leggere storie coinvolgenti e sulla motivazione, l’albo illustrato consente di lavorare in vista di obiettivi ambiziosi e stimolanti (ad esempio, la redazione di uno o più albi illustrati nuovi, ispirati a quello scelto all’inizio del percorso, oppure la trasposizione teatrale del testo di partenza), puntando nel contempo a sviluppare le competenze degli allievi per ciò che riguarda il parlato e l’ascolto, la lettura e la scrittura.

L’articolo è disponibile a questo link.

Cliccando qui, invece, è possibile scaricare l’intero numero della rivista, dedicato alla letteratura per l’infanzia.

La battaglia navale della punteggiatura su «La Vita Scolastica»

2017_vsaLa battaglia navale della punteggiatura, cioè la proposta didattica elaborata da Raffaella del Bono e descritta in questo articolo, è ora approdata sulle pagine della rivista «La Vita Scolastica» (numero 9/2017), che ne presenta in breve gli obiettivi e le caratteristiche.

L’articolo, intitolato Punto e virgola. La battaglia navale della punteggiatura: un gioco didattico per rinnovare un esercizio tradizionale e scritto a quattro mani da Simone Fornara e Raffaella del Bono, è disponibile per gli abbonati alla rivista o sulla piattaforma Academia.

A questo link è invece possibile scaricare il gioco e le istruzioni.

Nuova edizione del manuale “Il Piacere di scrivere”

2017_piacere_scrivereÈ da poco in libreria la nuova edizione del manuale Il piacere di scrivere. Guida all’italiano del terzo millennio, di Simone Fornara e Luca Cignetti, con la prefazione di Luca Serianni.

Si tratta dell’edizione pubblicata da Carocci nella collana Quality Paperbacks (2017), con un look diverso, a partire dalla copertina.

Per informazioni e per consultare l’indice, cliccare qui.

Il lavoro di crescere nel colloquio tra due scrittori

dani-cover-gce-300-7cmpaolo di stefano i pesci devono nuotareGli scrittori Paolo Di Stefano e Daniele Dell’Agnola saranno ospiti del DFA di Locarno giovedì 30 marzo 2017, alle ore 17.30 (Aula Magna), per una serata rivolta a tutti quelli che hanno a cuore l’educazione dei nostri adolescenti, organizzata dal centro Didattica dell’italiano lingua di scolarizzazione del DFA.

Introdotti da Simone Fornara, e presentati e stuzzicati da Christelle Campana, giornalista del TG della Radiotelevisione svizzera, i due scrittori parleranno del loro lavoro e si confronteranno sui temi più importanti trattati nei loro ultimi romanzi, I pesci devono nuotare (di Paolo Di Stefano, Rizzoli, 2016) e Anche i bruchi volano (di Daniele Dell’Agnola, Capelli, 2016). Impreziosirà la serata la voce di Sara Giulivi, che leggerà alcune pagine tratte dalle due opere.

I due autori, lo stesso 30 marzo, animeranno due incontri con gli allievi di terza e di quarta delle scuole medie di Locarno I (ore 10.00, Via Varesi) e con gli allievi di terza delle scuole medie di Locarno II (ore 13.30, Via Chiesa).

Hopper e il pezzo di melone

copertina-on17-1bChe cosa può succedere se un quadro inizia a raccontare storie? E se un insidioso pezzo di melone irrompe nella quotidiana tranquillità famigliare di una sera d’estate?

Il numero 2017/1 della rivista «Opera Nuova» fornisce almeno un paio di risposte a questi due interrogativi apparentemente bizzarri.

Il quadro in questione è il celebre Nighthawks dell’americano Edward Hopper che, sottoposto a un utile e stimolante esercizio di scrittura creativa, si è messo a raccontare quattro storie, cioè le storie dei quattro personaggi che vi sono ritratti. A scrivere le storie, le penne di quattro docenti di scuola superiore del Canton Ticino – Lia Galli, Michèle Python, Davide Circello e Valeria Callea – che, durante il loro percorso di abilitazione al DFA di Locarno, hanno raccolto la sfida lanciata loro da Simone Fornara, assumendo ciuascuno il punto di vista di uno dei personaggi del quadro e scrivendo ispirandosi allo stile di quattro grandi scrittori. I racconti e l’introduzione di Simone Fornara, che presenta alcune riflessioni sul valore didattico dell’esperimento e che è possibile leggere cliccando qui, si trovano alle pagine 79-98 della rivista.

Il pezzo di melone, invece, è il protagonista del racconto di Simone Fornara e ultimo viene il pezzo di melone. (sì, con minuscola iniziale e punto alla fine del titolo), che si trova alle pagine 27-34. Di che cosa parla il racconto? Ovviamente di un pezzo di melone, che assume però un significato che va ben oltre la sua frammetaria corporeità, sconfinando nel metafisico. Ma per scoprire in che modo un semplice pezzo di melone può legarsi al senso dell’esistenza umana (o alla sua precarietà, a ben guardare), c’è un solo modo: procurarsi il numero di 2017/1 di «Opera Nuova» e leggerlo…

Giocare con le parole a Bologna

2017_bologna_opificio_golinelli Martedì 28 febbraio 2017, dalle ore 15 alle ore 17, presso l’Opificio Golinelli di Bologna, Simone Fornara ha svolto un incontro con i docenti di italiano e discipline affini di ogni ordine e grado, nell’ambito della terza edizione del corso di formazione Educare a educare: lingua italiana e realtà, coordinata da Matteo Viale.

Il tema della conferenza è stato la ludolinguistica a scuola: una serie di suggestioni operative (in gran parte ricavate dal libro Giocare con le parole) per far entrare in tutte le classi il fascino dei giochi di parole, un prezioso ausilio per portare l’attenzione dei ragazzi sulla lingua italiana e sulle sue infinite possibilità.

Cliccare qui per scaricare il programma completo dell’inizitiva.

La didattica della punteggiatura all’Accademia dei Lincei

2017_linceiLa Fondazione “I Lincei per la Scuola” organizza una serie di incontri di aggiornamento per docenti delle scuole primarie e degli istituti secondari di primo grado della Regione Lazio, sotto la responsabilità scientifica di Luca Serianni.

L’iniziativa, intitolata Per una didattica dell’italiano argomentativo, prevede alcuni laboratori sulla didattica della scrittura, a cura di Tiziana Rossetti, e incontri sulla didattica della punteggiatura (Simone Fornara), sulle parti del discorso (Daniela Notarbartolo) e sui rapporti tra linguistica e insegnamento della grammatica (Giorgio Graffi), preceduti da una lezione introduttiva di Luca Serianni.

Simone Fornara ha parlato di didattica della punteggiatura lunedì 27 febbraio 2017, dalle ore 15 alle ore 17, presso l’auditorium della sede dell’Accademia dei Lincei, a Roma.

Cliccare qui per scaricare il programma completo dell’iniziativa.

Troppi anglicismi alla SUPSI? In verità…

headerMartedì 17 gennaio 2017 la trasmissione radiofonica “La consulenza” (RSI, Rete Uno) ha sollevato un piccolo dibattito circa l’uso degli anglicismi utilizzati dalla SUPSI nei suoi comunicati stampa.

Il conduttore della trasmissione, Antonio Bolzani, ha chiesto un parere a Simone Fornara, che ha avuto l’occasione di precisare alcuni dettagli. Gli anglicismi potranno anche dare fastidio, soprattutto quando eccessivi e ingiustificati, ma è sempre opportuno considerare con attenzione il contesto di riferimento: in questo caso, si parlava di un comunicato stampa rivolto a un pubblico internazionale, di livello accademico, ed è perciò pienamente giustificato e condivisibile il ricorso a parole come workshop, diventate tecnicismi condivisi da tutto il mondo universitario ed aziendale.

Si può ascoltare la trasmissione a questo link (minuto 29).

Don Chisciotte ad Acquarossa

img_0413Domenica 8 gennaio 2017, l’allegra brigata dei personaggi del capolavoro di Miguel De Cervantes (già impegnata il 15 settembre 2016 in quel di Locarno), coordinata dall’accorto lavoro di Silvia Demartini e Adolfo Tomasini e dal servizio REC del DFA della SUPSI,  ha fatto tappa al Cinema Teatro Blenio di Acquarossa, per una nuova versione dello spettacolo di letture, interpetazioni e musica, che è stata molto apprezzata dal pubblico (di tutte le età) presente.

L’iniziativa è stata voluta dal Circolo Culturale di Biasca, che l’ha inserita come primo evento del 2017 della rassegna TEMI Infanzia e famiglia.

Interpreti: Daniele Dell’Agnola, Fabio Doriali, Simone Fornara, Giovanni Galfetti, Sara Giulivi, Tatiana Winteler, Cristina Zamboni.

A testimonianza dell’evento, le splendide foto di Lorena Scettrini, delle quali potete vedere uno scatto nell’immagine inserita all’inizio dell’articolo.