Archivi categoria: Libri e letture

Il Teatro dei Grovigli

È da poco online il sito del Teatro dei Grovigli, la compagnia creata in Canton Ticino da Simone Fornara e Sara Giulivi per portare in scena la meraviglia della letteratura per l’infanzia. La specialità del duo, infatti, è la trasposizione teatrale di albi illustrati e libri per l’infanzia, al doppio scopo di diffondere il piacere per l’ascolto e la lettura di buone storie tra le giovani generazioni e di raccogliere fondi da devolvere in beneficenza.

Il Teatro dei Grovigli propone spettacoli teatrali per le scuole e letture animate per bambini e bambine di ogni età.

Tra il 2019 e il 2020, il Teatro dei Grovigli porta sulle scene tre spettacoli: Non vedo l’ora! (già disponibile su richiesta), SottoSopra (che debutterà a Locarno, durante la manifestazione Matematicando, tra il 13 e il 15 maggio 2020) e un terzo il cui titolo non è ancora definito (che debutterà a Muralto, il 7 febbraio 2020, nell’ambito del FestivaLLibro).

Tutti i dettagli e le informazioni su questo sito.

«Game Over» al Parco della Fantasia

Appuntamento con il libro Game Over al Parco della Fantasia «Gianni Rodari» di Omegna: sabato 16 marzo 2019, alle ore 16, Simone Fornara animerà un incontro rigorosamente interattivo per giovani lettori e, soprattutto, giovani videogiocatori, alla scoperta della bianchite e delle sue fantastrabilianti conseguenze.

Che cosa succede quando si passano 7 ore e 7 minuti incollati alla propria console, con un joypad in mano, nel tentativo di annientare i più cattivi mostri di fine livello mai visti sullo schermo? O di inseguire innocenti pedoni lungo le strade di GTA? O di vincere la Champions League a FIFA 2019? La storia di Ernesto, scritta a quattro mani da Simone Fornara e Mario Gamba, ce lo spiega, così come ce lo spiegherà molto bene ciò che avverrà nelle sale della Ludoteca, il luogo più adatto per parlare di libri e di storie che hanno più di qualche debito con quelle del favoloso Gianni.

L’incontro porterà i bambini e le bambine a viaggiare tra due mondi diversi: quello di pixel dei videogiochi e quello di carta dei libri e dei classici per ragazzi.

Considerato il ruolo dell’adulto nella prevenzione (e nell’eventuale cura) della bianchite, particolarmente insidiosa soprattutto nella sua fase acuta, la presenza dei genitori è vivamente consigliata: “videogiocare sì, ma con giudizio!”.


Marameo: un esordio col botto!

Creare una nuova casa editrice, oggi, specializzata in letteratura per l’infanzia, non è impresa da pochi. Bisogna essere appassionati, competenti e coraggiosi. Tutte caratteristiche che gli amici del nuovo marchio ticinese Marameo hanno di sicuro!

Basta vedere il loro primo titolo, e chi l’ha scritto e illustrato: A come… Grande alfabeto illustrato, con 26 filastrocche di Roberto Piumini e i disegni di Paloma Canonica.

Iniziare l’avventura così, con  un alfabetiere, ha inoltre un valore simbolico davvero molto grande: partiamo dall’ABC, dall’alfabeto, e poi chissà fin dove arriveremo. Se poi l’alfabetiere è anche d’autore, ci sono tutte le premesse per un futuro di grandi successi.

Per festeggiare questo grande esordio, un appuntamento da non mancare: sabato 3 novembre 2018, alle ore 16, presso l’Antico Convento di Monte Carasso, con la presenza di tutto lo staff, autori dell’alfabetiere compresi.

Di tutti i colori

Come tutti gli anni, è tempo della notte del racconto! E, come tutti gli anni, si rinnova l’appuntamento con l’anteprima dell’evento, che si svolge al DFA di Locarno giovedì 18 ottobre 2018.

L’iniziativa Prima della notte del racconto, coordinata da Marina Bernasconi, prevede due momenti: il pomeriggio, dedicato alle letture per i bambini, e la sera (a partire dalle 20.15), dedicata alle lettura per gli adulti.

Il tema, Di tutti i colori, è una porta aperta sulla fantasia!

Alla sessione serale prenderanno parte anche Sara Giulivi e Scuro Moltamorte, con una proposta davvero esplosiva: Colori al vento.

Non mancate!

Cliccare qui per il programma completo.

 

Una strana creatura nel mio armadio. Le letture di Scuro Moltamorte

Dopo averle viste in giro per scuole, teatri e luoghi pubblici, le letture di Scuro Moltamorte approdano finalmente su YouTube.

Da oggi, infatti, il missionario della narrazione ha deciso di avviare quella che si annuncia come una lunga serie di letture di albi illustrati con il libro Una strana creatura nel mio armadio di Mercer Meyer (Kalandraka, 2015).

Questo, come gli altri video che seguiranno, è liberamente utilizzabile in ambito educativo e non a scopi di lucro. Unico accorgimento: citare con precisione la fonte.

Minibombo vola al DFA con Silvia Borando

Mercoledì 24 gennaio 2018, alle ore 16.30, l’autrice e illustratrice Silvia Borando sarà ospite del DFA di Locarno per una conferenza finalizzata a presentare al pubblico il progetto editoriale Minibombo.

Si tratta di una delle realtà editoriali per l’infanzia più vivaci e creative degli ultimi anni: nata a Reggio Emilia cinque anni fa, la casa editrice si è subito imposta all’attenzione degli esperti del settore come un punto di riferimento nell’evoluzione recente dell’albo illustrato.

I libri Minibombo, pensati per i giovanissimi (dai 2 ai 6 anni), ma fruibili anche da lettori più grandi, si distinguono per il tratto grafico stilizzato, inconfondibile, e per le loro storie, che riservano continue sorprese e che risultano al tempo stesso divertenti e istruttive: come recita il catalogo della casa editrice,

Minibombo ha un’idea di libro semplice e diretto. I disegni hanno linee nitide, colori puri e forme facili da riprodurre e i testi sono brevi o del tutto assenti. Si tratta di libri che richiedono inventiva e collaborazione: minibombo è più contento quando grandi e piccoli partecipano alla lettura e costruiscono insieme la propria storia.

Elementi, questi, che spiegano il successo del progetto e sono all’origine dei numerosi riconoscimenti e premi internazionali ottenuti da titoli come Orso, buco! e Apri la gabbia!, o dalle applicazioni multimediali che, affiancandosi alla produzione cartacea, ne arricchiscono l’offerta, come Il libro bianco, vincitrice del premio Andersen 2014 come migliore creazione digitale.

Silvia Borando, coordinatrice del progetto, oltre che autrice e illustratrice, è un’esperta animatrice di laboratori creativi rivolti a bambini di ogni età, che svolge presso biblioteche e istituti scolastici, e che traggono linfa vitale dalle pubblicazioni Minibombo. La sua presenza al DFA di Locarno, che prevede anche alcuni seminari con gli studenti della Formazione Bachelor, è dunque un’occasione importante per capire come si possa emergere nel mercato editoriale del terzo millennio grazie all’entusiasmo, alla creatività e alla competenza, e di come si possano proporre anche a scuola albi illustrati stimolanti e adattissimi per far nascere negli allievi il piacere di leggere e di giocare con le storie.

Coraggio!

2017_nottedfaTradizionale appuntamento al DFA di Locarno con l’iniziativa Prima della notte del racconto: grazie al consueto impegno di Marina Bernasconi, martedì 24 ottobre i locali dell’ex-Magistrale saranno animati da letture e spettacoli per bambini (al pomeriggio) e per tutti (alla sera, a partire dalle 19.45).

Ci sarà modo di riflettere, emozionarsi – con la testimonianza autobiografica del profugo curdo Benyamin Somay – e infine divertirsi – con una serie di narrazioni a sorpresa, tra le quali la lettura scenica Senza peli sulla lingua di Sara Giulivi e Simone Fornara, per l’occasione Lucilla e Scuro Moltamorte.

Se avete coraggio, non mancate!

Cliccare qui per il programma completo.

Ancora su albi illustrati e censura: un articolo sulla rivista «gender / sexuality / italy»

2016_gsiIl 2016 si chiude con una mia nuova pubblicazione su un tema di  cui ho già avuto modo di discutere: la censura degli albi illustrati accusati di promuovere la presunta “teoria gender” dal sindaco di Venezia Luigi Brugnaro.

In questa occasione, però, ho modo di approfondire l’argomento proponendo un’analisi rigorosa dei libri inseriti nella “lista Brugnaro” e delle derive di questo tipo di iniziative, smascherandone (credo) la contradditorietà e l’incoerenza con gli scopi educativi dichiarati.

L’articolo, intitolato Nessuno tocchi Guizzino. Gli albi illustrati in Italia tra “teoria gender”, false interpretazioni e censura, è stato pubblicato sul numero 3 (2016) dalla rivista americana gender / sexuality / italy (GSI), ed è disponibile in pdf a questo link.

Buona lettura e, con l’occasione, un sincero augurio di un ottimo 2017 libero da pregiudizi!

 

Un segreto… straordinario!

schermata-2016-10-18-alle-18-47-22La Notte del racconto (che nel 2016 cade l’11 novembre) è un’iniziativa istituita nel 1991 dall’Istituto Svizzero Media e Ragazzi, per raccontare storie e leggere libri ad alta voce, in tutta la Svizzera, la stessa notte.

Da qualche anno, il DFA di Locarno (grazie in particolare a Marina Bernasconi) organizza l’evento Prima della notte del racconto, che si svolge con qualche settimana di anticipo rispetto all’iniziativa cui è collegato e che porta nelle aule dell’ex Magistrale la magia del racconto per i bambini (al pomeriggio) e per i grandi (la sera).

Il tema è lo stesso della Notte del racconto: “Segretissimo”. La data il 25 ottobre 2016. Nel pomeriggio, oltre ad alcune postazioni con racconti per bambini, ci sarà lo spettacolo degli imperdibili Giullari di Gulliver Il principe ranocchio. Cliccando qui troverete ulteriori informazioni.

Durante la sessione serale, i cui contenuti sono ancora piuttosto… segreti, anche Simone Fornara, insieme a Sara Giulivi (per l’occasione, Leopoldina), proporrà un breve ma… straordinario spettacolo, indossando i panni di Ettore. Al momento non è possibile rivelare altro.

Se siete curiosi, non mancate all’appuntamento!

Orari e titoli segreti cliccando qui.

 

Kung Fu Panda e i censori del terzo millennio

Illustrazione di Doriano Solinas per il «Corriere del Ticino»
Illustrazione di Doriano Solinas per il «Corriere del Ticino»

Dalla rubrica Narrativa per ragazzi del «Corriere del Ticino» (02.04.2016, p. 32):

Negli ultimi tempi non è raro imbattersi in notizie che associano le narrazioni per ragazzi al problema della censura: libri, film di animazione e persino iniziative che promuovono il piacere di leggere nelle nuove generazioni diventano oggetto di condanna. Il caso più recente è il film Kung Fu Panda 3: in Italia, una gita scolastica con destinazione cinema è stata bloccata da alcuni genitori che ritenevano pericolosa la visione del terzo episodio della saga del panda per i loro pargoli. Il motivo? Leggiamo che cosa ha scritto su Facebook il giornalista Mario Adinolfi, tra i promotori del Family Day e del movimento politico Il Popolo della Famiglia: “Volete capire come si fa il lavaggio del cervello gender ai bambini? Ad esempio con il protagonista di Kung Fu Panda che ha due papà”. Uno biologico e uno adottivo.

Dettaglio non di poco conto, Adinolfi ha però mancato di chiarire qual è la vera storia delle due figure paterne del panda Po: nel primo episodio della saga (2008), Po compariva come figlio adottivo di Mr Ping, un’oca maschio; nel secondo episodio (2011), veniva chiarito che Mr Ping aveva ritrovato Po in una cesta, in quanto i suoi genitori erano stati costretti ad abbandonarlo per salvarlo da morte certa; nel terzo episodio, Po ritrova il suo vero padre, che diventa amico di Mr Ping. Alla faccia del complotto gender! Seguendo la visione di Adinolfi dovremmo dunque ipotizzare che i produttori avessero in previsione di lavare il cervello dei bambini sin dal 2008, cioè quando ancora nessuno parlava di teoria gender come si fa oggi.

La vicenda riporta alla mente quella analoga aperta circa un anno fa dal sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, che aveva proscritto una lista di 49 albi illustrati per l’infanzia rei di divulgare la teoria gender nelle scuole del territorio veneziano, scatenando il cieco ossequio di chi lo acclamò come un educatore illuminato senza conoscere i libri oggetto di censura. Tra i quali, ad esempio, spiccava un classico come Piccolo blu e piccolo giallo di Leo Lionni, scritto nel 1959 e lontano anni luce da qualsivoglia contenuto gender vero o presunto.

Inoltre, queste posizioni estremistiche sembrano del tutto ignorare che le storie sono figlie dei tempi in cui vengono narrate. Forse non tutti sanno, ad esempio, che la versione di Cappuccetto Rosso che siamo abituati a raccontare ai bambini è solo una delle centinaia che si sono susseguite nel corso della storia (sulle quali si veda il libro di Yvonne Verdier L’ago e la spilla. Le versioni dimenticate di Cappuccetto Rosso, Bologna, Edizioni Dehoniane). E forse pochi ricordano che la sua prima versione letteraria, scritta nel 1697 da Charles Parrault, raccontava la storia di uno stupro senza lieto fine, giacché Cappuccetto Rosso finiva nuda nel letto del lupo, per non uscirne mai più (furono i Grimm, nel 1812, a introdurre il cacciatore). Scandalizzati? E che dire allora della morale in versi che chiudeva la storia, nella quale la ragazzina veniva additata come la sola responsabile delle sue sventure? Scandalizziamoci pure, ma ai tempi in cui fu scritta, la società non era certo quella di oggi: androcentrica, non si azzardava a concedere alla giovani fanciulle neppure il lusso di uscire dal focolare domestico.

Traduciamo lo scandalo ai giorni nostri: piaccia o no, la società odierna non è popolata solo da famiglie tradizionali; il concetto di famiglia si è aggiornato, e famiglie che un tempo venivano considerate alternative ora non sono più una rarità. Anzi, è proprio la famiglia tradizionale a mostrare crepe profonde e scricchiolii preoccupanti. Che la famiglia “allargata” entri nelle narrazioni (anche se, abbiamo visto, non è questo il caso del panda Po) è quindi del tutto naturale, perché le storie riflettono la vita. A meno che si voglia nascondere la realtà sotto il drappo dell’ipocrisia.

Che cosa significa dunque il riemergere della censura? Una sola cosa, purtroppo, e la storia lo insegna: quando si bruciano libri o pellicole cinematografiche la democrazia vacilla, è in crisi.

Ma c’è un altro aspetto di cui poco si parla e che è grave tanto quanto la censura, se non ancor di più: chi vorrebbe incenerire le narrazioni per ragazzi manifesta in modo lampante la scarsa fiducia nelle nuove generazioni. Pensare che un bambino elabori il proprio concetto di famiglia sulle vicende del panda Po significa non sapere nulla della psicologia infantile. Bisognerebbe spiegare ai censori del terzo millennio che dalle storie il bambino può semmai far suo il senso dell’amore, e che l’amore è indipendente dal genere di chi ne è portatore; e che le storie ci parlano non tanto per il loro intreccio, ma perché riproducono la struttura narrativa della vita; ci parlano perché ci allenano a vivere, attraverso lo schermo protettivo della finzione. Il problema vero non è ciò che il bambino vede nel cartone animato, ma ciò che vede e vive ogni giorno, dentro e fuori le mura di casa. E allora che ci si preoccupi delle famiglie reali, della loro disgregazione, dell’assenza o dell’inconsistenza di certe figure paterne e materne (indipendentemente dal loro genere biologico), dello smaterializzarsi dei rapporti umani nelle reti virtuali in cui siamo immersi.

Ma lasciamo che siano i bambini a giudicare le storie. E, soprattutto, lasciamo che le storie accompagnino le loro vite: togliendo loro le narrazioni finiremmo per privarli di una delle più formidabili palestre di formazione che l’ingegno umano ha prodotto nel corso dei millenni.

Cliccando qui è possibile scaricare il pdf dell’articolo pubblicato sul «Corriere del Ticino».